PORTA CODALUNGA

Porta Codalunga è la porta più settentrionale della cinta e fu costruita nel 1521 in sostituzione di quella medioevale, sotto la guida del podestà Andrea Magno e del capitano Pietro Marcello. Il ponte in pietra che la precedeva all’esterno fu l’unico a essere realizzato in pietra già nel ‘500.

Nel 1859 venne indetto un concorso per la realizzazione della nuova barriera daziaria, ampia e monumentale, destinata a servire anche i traffici dalla stazione ferroviaria. Il progetto prevedeva inizialmente la demolizione della porta e dei nove metri di mura ai lati. Diversamente da quanto previsto la porta non fu abbattuta, ma solo riadattata per la nuova funzione secondo il gusto architettonico dell’epoca.

Denominata dapprima barriera Elisabetta in onore della moglie dell’imperatore Francesco Giuseppe, poi Mazzini al momento dell’annessione del Veneto al regno d’Italia e infine nuovamente porta Codalunga, venne infine abbattuta nel 1925: oggi sopravvivono solo le due garitte poste lungo i marciapiedi di Viale Codalunga.

PORTA CODALUNGA | Ortofoto dello scavo archeologico condotto nel marzo del 2018 | In evidenza l'area occupata dalla porta rinascimentale.

IPOTESI RICOSTRUTTIVE

Di seguito le ipotesi ricostruttive, realizzate durante il progetto, circa le trasformazioni urbane che hanno interessato l'area intorno a Porta Codalunga nel corso dei secoli.

I FASE (1521 CA)
II FASE (1549 CA)
III FASE (1859 CA)
IV FASE (1925 CA)
V FASE (2018)

VIDEO

Clicca per scoprire la storia di Porta Codalunga.

BARRIERA MAZZINI

Una fotografia dei primi anni del Novecento
mostra la porta trasformata in barriera daziaria.