TORRIONE ALICORNO

Il torrione Alicorno è il bastione più meridionale della cinta, ed è parte integrante del progetto del comandante Bartolomeo d’Alviano. Venne concluso nel settembre del 1517, sotto lo stretto controllo dell’architetto Sebastiano Mariani da Lugano. Quest’ultimo lo dedicò, probabilmente, al capitano generale: l’alicorno, o unicorno, simbolo di purezza e di purificazione, era infatti la figura dell’impresa araldica scelta dal comandante. Il torrione occupava una posizione strategica, a presidio degli ingressi viari meridionali alla città, sia fluviale che carraio, sorvegliando il Bacchiglione e difendendo la vicina porta S. Croce.

Nei successivi anni Cinquanta del Cinquecento fu proposta la trasformazione in forma pentagonale, ipotesi che sembro concretizzarsi intorno al 1560, quando cominciarono alcune opere di demolizione. Solo successivamente, considerate le spese eccessive per l’intervento, si decise di abbandonare la trasformazione e riportare il torrione alla iniziale forma circolare. Nel Settecento la caduta della Serenissima Repubblica diede inizio a profondi cambiamenti della zona sia interna che esterna alle mura. Molte aree furono vendute ai privati e i fratelli Treves de’ Bonfili acquistarono il terreno definito dalle mura e dal torrione e lo trasformarono in un vasto e magnifico giardino all’inglese.

Durante il Novecento due interventi modificarono nuovamente l’area: la pianificazione della città giardino sul torrione e del Bagno Pubblico nell’area golenale. Quest’ultimo venne utilizzato poi come sede scolastica fino al 26 marzo del 2009, quando un lungo tratto della muratura del torrione crollò sulla strada, fortunatamente deserta.

IPOTESI RICOSTRUTTIVE

Di seguito le ipotesi ricostruttive, realizzate durante il progetto, circa le trasformazioni urbane che hanno interessato l'area intorno a Torrione Alicorno nel corso dei secoli.

I FASE (1521 CA)
II FASE (1885 CA)
III FASE (2018)

VIDEO

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TORRIONE ALICORNO

Veduta della sala esagonale, della
galleria d'accesso e della sala inferiore.